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Primo articolo del blog

Questo è l’estratto dell’articolo.

Dopo riflessioni protratte nel tempo, ho deciso di dar vita al presente blog.

Ho scelto di condividere, con chi lo vorrà, i miei pensieri politici, con l’intendimento di contribuire al formarsi di un nuovo modello di sviluppo: non certo ad un nuovo partito!

La politica (diversamente dall’attività di partito ) è la necessaria armonizzazione delle legittime  aspettative di ognuno in ambito sociale, economico e culturale.

La migliore definizione sintetica la dette, quasi un secolo fa, Luigi Sturzo: “La Politica è l’arte di fare il bene della gente”!

Ho avuto l’ardire di coniare un neologismo, Valoristi, per saltare le pastoie delle definizioni storicamente preconfezionate.

inizierò con il Manifesto dei Valoristi ed un appello; proseguirò, con il contributo di coloro che lo desidereranno, con una serie di brevi “articoli – dialogo”, che affronteranno i temi concreti che ci sono a cuore.

Vedremo  come ogni soluzione politica è possibile, se si hanno come principio base i Valori condivisi.

Spero che, nel tempo, diverremo numerosi intorno a tali valori, per dar vita ad un nuovo modello di Società.

Grazie, fin d’ora, a tutti coloro che vorranno dedicare pochi minuti della propria  giornata alla partecipazione a questa pagina, nell’intento di far del bene a se stessi e agli altri.

 

articolo

SOLIDARIETÀ E SUSSIDIARIETÀ

Ricordiamo che la volta precedente abbiamo visto come i partiti abbiano sfrattato la Sovranità Popolare dal parlamento e dal Governo.

Oggi parliamo di un argomento emblematico di quanto appena affermato, il concetto di Solidarietà e Sussidiarietà

Questi due termini hanno, dalla nascita delle ideologie, rappresentato il discrimine tra la “sinistra” solidale e la “destra” votata alla sussidiarietà.

Quanto sia improponibile, nella realtà storica attuale, questa caratterizzazione semplificata risulta subito evidente; vediamolo insieme.

Ogni contesto storico necessita di un insieme di azioni politiche per ottenere l’effetto sociale, economico e culturale necessario ad ottenere il Bene Comune, nel rispetto della Sovranità Popolare.

In particolari periodi sarà necessario incrementare la percentuale di Solidarietà, per riequilibrare la ripartizione della ricchezza prodotta; in altri momenti storici occorre privilegiare la Sussidiarietà, per sollecitare i meccanismi di produzione della ricchezza.

Parliamo comunque e sempre di variazioni ponderate delle percentuali di tali due strumenti, mai di sostituire l’una all’altra.

Come è possibile ritenere a priori che vi siano cittadini sempre favorevoli, per connotazione ideologica, alla Solidarietà o alla Sussidiarietà?

Esistono persone che possono affermare di desiderare un’automobile solo col freno o con il solo acceleratore?

Sempre e comunque saranno entrambi presenti; è l’uso per un corretto procedere che suggerirà di quale dei due occorre servirsi in quel momento!

Nessuno intende negare che al sorgere delle ideologie, che ricordiamo ancora una volta hanno svolto un importante ruolo positivo,  fosse necessaria una caratterizzazione esasperata.

Tuttavia tutto si evolve, mentre i partiti e le loro ideologie di riferimento sono ormai mummificati; senza un loro superamento, e un nuovo modello di sviluppo, la Società è destinata ad una cultura in putrefazione!

La prossima volta vedremo altri macroscopici controsensi, ai quali purtroppo ci stiamo assuefacendo.

 

Oliviero Bianchi

PROGRAMMI DEL POTERE LEGISLATIVO

 

La volta precedente abbiamo esaminato i programmi del potere esecutivo, oggi vediamo i programmi del potere legislativo; il loro modo di essere vincolanti e di determinare le elezioni del Parlamento.

Iniziamo questo rapido percorso di analisi, con la realtà attuale.

Fino ad oggi i parlamentari, deputati e senatori, sono sempre stati eletti sulla base della loro simpatia, della capacità di intercettare malesseri e malumori per trasformarli in slogan ideologici o partitici e camuffarli da  programmi.

In definitiva, attualmente non vi sono programmi, da molti decenni e di conseguenza nulla risulta essere vincolante per la propria presenza in Parlamento.

Questa la osservazione critica dei fatti; poi occorre, per evitare di fare sterile polemica, completare con la proposta alternativa.

Vediamo, quindi, cosa proponiamo come Valoristi.

Ricordo,, ancora una volta,  che i Valoristi non sono un nuovo partito o movimento politico; sono una spontanea aggregazione di cittadini intorno alle idee del mio libro “Il Manifesto dei Valoristi”, che propone il superamento delle ideologie e dei partiti, per un nuovo modello di sviluppo della Società.

Torniamo alla proposta.

L’elezione dei candidati sarebbe legata ai loro programmi legislativi, che sarebbero vincolanti anche per restare in Parlamento, una volta eletti.

Il programma legislativo fornirebbe, in maniera dettagliata: il percorso legislativo che si vuole attuare, i costi da affrontare in termini economici e sociali, la tempistica di realizzazione.

Se, una volta eletti, si desiderasse cambiare programma sarebbe gioco forza tornarsene a casa.

Risulta evidente che al centro delle elezioni vi sarebbero i programmi vincolanti e che la Sovranità popolare, tesa alla realizzazione del Bene Comune, si concreterebbe in programmi e non in umoralità dei Parlamentari; o, peggio ancora, in compromessi tra partiti per l’esercizio del potere politico.

Si verrebbe eletti per realizzare dei programmi legislativi chiaramente espressi e vincolanti; deve terminare la pantomima dei percorsi politici decisi successivamente alle elezioni dai vertici dei partiti.

Gli eletti dovrebbero essere legati alle idee espresse e sulle quali hanno ricevuto consenso  con i voti, mentre attualmente sono legati alle decisioni dei loro partiti: il Parlamento è la sede della Sovranità Popolare, non della Sovranità dei partiti!

Alla prossima.

 

Oliviero Bianchi

I PROGRAMMI DELL’ESECUTIVO


Come concordato la scorsa settimana, oggi parliamo dei programmi dell’Esecutivo.
Vediamo, in particolare, come sono attualmente è come dovrebbero essere in ottica Valorista.
Ricordiamo solo che il Valorismo nasce come nuovo modello di sviluppo della Società ed è
chiaramente espresso nel mio libro “Il Manifesto dei Valoristi”.
Andiamo all’argomento premesso.
Attualmente i programmi dell’Esecutivo sono un suono privo di riscontro nella realtà:
semplicemente non esistono; e abbiamo esaurito l’analisi dei Programmi attuali.
Vediamo meglio, perché non appaia una battuta, tale conclusione.
Da noi i governi sono nominati, non eletti, e non hanno nessun programma da seguire.
Una volta eletti i vari ministri, con la supervisione del capo del governo, possono dare corpo a
fantasiose realizzazioni, accennate prima delle elezioni dei parlamentari: un pasticcio istituzionale
senza via di uscita.
Ogni ministro ha la possibilità di dare corpo a riforme di “sistema”, quindi a quelle riforme che
coinvolgono le future generazioni, come Giustizia, Sanità, Previdenza, Istruzione ed altre.
Ognuno di noi trova facilmente nella memoria quanto tali estemporanee riforme abbiano inciso
sulla pelle dei cittadini.
Il paradosso è che da molti decenni questa assurdità, delle riforme legislative realizzate dal potere
esecutivo, sono richieste dai singoli cittadini e dai sedicenti esperti di politica, di comunicazione e
dalle varie classi dirigenti.
Ovunque, giornali, social, trasmissioni televisive, si sente il commento “speriamo che il governo
effettui quanto prima queste riforme”.
Questa è un’esclamazione da sudditi, non da cittadini!
Ora veniamo al punto di vista dei Valoristi.
Elezione diretta del potere esecutivo.
Non delle persone che sono simpatiche, sanno coniare e gestire slogan o intercettare il malessere
dei cittadini per cavalcarlo in termini di voti.
Questo avviene per le elezioni dei parlamentari e voler raddoppiare significa essere preda di
schizofrenia sociale.
Per elezione diretta i Valoristi parlano di scegliere i programmi vincolanti che ritengono migliori e
portare al governo chi ritiene di saperli realizzare.
Le caratteristiche fondamentali di questi programmi debbono essere la concretezza contestuale e
l’econometria chiara per tutti.
Il primo elemento è lo sviluppo calato nella realtà economica e sociale esistente; non lasciando
spazio a promesse di trovare poi i fondi necessari e individuando in seguito le modalità di
partecipazione delle categorie sociali.
Infine, tali programmi sono vincolanti se non superano il controllo di realizzazione annuale, si torna
a casa!
Per concludere: elezione sulla base di programmi vincolanti e compiti di mero potere esecutivo: una
differenza abissale!
La prossima settimana vedremo i programmi del potere legislativo, con la proposta Valorista.

Oliviero Bianchi

PROGRAMMI

Sabato scorso abbiamo iniziato una serie di video brevi, che si ripeteranno ogni settimana con argomenti diversi e consequenziali; e ogni domenica vedranno il relativo articolo, che sviluppa nero su bianco, quanto detto nel video del sabato precedente. L’obiettivo è rendere gradualmente visibile la critica all’attuale modello di sviluppo, da parte mia attraverso il mio libro Il Manifesto dei Valoristi, e rendere palese la proposta alternativa a tale modello. La scorsa settimana abbiamo criticato questo sistema politico che governa con la “slogandaggiocrazia”. Cioè utilizzando sondaggi, più o meno palesi od occulti, per intercettare le esasperazioni delle persone e trasformarle in slogan da travestire da programmi. Questo permette di mantenere le persone divise in ideologie diverse, facenti riferimento frazionato a partiti ed evitando che colgano Valori condivisi e interessi legittimi, da armonizzare, per realizzare il Bene Comune. Un popolo è composto da cittadini, non da sudditi, quando riesce anche ad individuare quello che unisce le persone, non solo quello che le separa e contrappone. E gli Italiani hanno la storia e la cultura che consente di ritrovare lo sviluppo nella Libertà e Dignità, non rinunciando a Giustizia e Solidarietà. Il primo passo è tornare ai programmi, sono decenni che il sistema politico governa con le emergenze in ogni ambito della vita politica: territorio, sicurezza, economia, finanza, ambiente, difesa, è tutto quel che è possibile elencare. Le emergenze non consentono programmi, ma la sola sopravvivenza e permettono di non assumersi responsabilità oggettive: solo quelle che ogni partito attribuisce agli altri e così prosegue il teatrino. Un programma deve essere sviluppato e proposto sotto forma econometrica, vi devono essere indicati tempi di realizzazione, costi per la collettività, sacrifici per le varie categorie di cittadini e via dicendo. Il tutto a prescindere dalle ideologie, ma con ispirazione ai Valori condivisi e con il Bene comune come obiettivo. Deve essere vincolante, perché il suo andamento è tracciabile di anno in anno e chi non sa renderlo concreto, torna a casa. Questo compiuto oggi è un primo piccolo passo verso un nuovo modello di sviluppo, la prossima settimana vedremo i programmi legislativi e quelli esecutivi. E come le elezioni ruotino attorno a questi due ambiti programmatici! Oliviero Bianchi

PREMESSA E PROMESSA

La premessa prende spunto dall’impegno assunto la settimana scorsa, di non affrontare più i temi di cui più si discute in quel momento, ma di seguire un’esposizione organica e articolata del punto di vista Valorista.
Evidentemente tale obiettivo imporrebbe lunghi approfondimenti, che stravolgerebbero il mio impegno originario di non utilizzare il vostro tempo oltremisura.
L’unica strada percorribile resta seguire tutti i sabati i brevi video, circa 2 minuti e mezzo, e gli articoli ad essi inerenti nelle domeniche che seguono; si potrà così avere una visione d’insieme di un modello di sviluppo fortemente innovativo e di grande respiro.
Sarà un aiuto concreto per divenire finalmente “cittadini” attivi dell’umanità e superare la condizione di sudditi dell’opportunismo.
La promessa del titolo consiste nell’impegno a svolgere i temi con onestà intellettuale e coraggio civile: la richiesta è che faccia altrettanto sia chi guarderà i video, sia chi leggerà gli articoli.
Oggi iniziamo il percorso stabilendo un punto fondamentale: la Politica con la iniziale maiuscola, dovrebbe perseguire il Bene Comune nel rispetto della Sovranità Popolare.
Innumerevoli cause impediscono che questo avvenga e le esamineremo nel dettaglio, di volta in volta.
A questa prospettiva impegnativa per me, affiancherei sul tavolo una critica, che dietro l’apparenza ironica, dimostreremo essere una realtà drammatica: oggi viviamo in una “slogandaggiocrazia”!
Spiego meglio: i partiti, e gli strumenti ideologici che li supportano, fanno svolgere sondaggi, apparenti o riservati, per comprendere gli Stati d’animo le insoddisfazioni degli elettori, per trasformarli in slogan da mascherare per programmi politici.
Facile comprendere che parliamo sempre e solo di elettori, mai di cittadini; è altresì facile comprendere che oggetto dell’azione dei partiti è utilizzare il malumore degli elettori e non individuare il Bene Comune e perseguirlo.
Qui mi devo fermare, come da impegno iniziale, daremo seguito la prossima settimana.

Oliviero Bianchi

POLITICI E POLITICANTI

Come promesso nel precedente articolo, oggi effettuiamo una breve riflessione sulla differenza tra attività di partito e Politica.
Tale differenza ricorre spesso nei miei ragionamenti, perché la confusione generata permette a molti incapaci, e/ o disonesti, di nascondersi senza assumersi le loro responsabilità.
Sviluppare completamente il tema, significherebbe trasformare questa sintetica riflessione in un lungo trattato; allora individuiamo insieme le principali differenze che permettono di farsi un’idea chiara sull’argomento.
Eccole:
-l’attività di partito si rivolge agli elettori, la Politica ai cittadini;
-l’attività di partito pensa alle prossime elezioni, la Politica alle prossime generazioni;
-l’attività di partito è svolta da specialisti dell’ intercettamento delle emozioni degli elettori, che vengono inseriti all’interno di slogan da camuffare per programmi politici;
-la Politica è esercitata da statisti, che hanno una visione completa delle istanze legittime dei cittadini e delle categorie che formano la Società civile e propongono soluzioni equilibrate nell’interesse di tutti (Bene Comune!).
Il Bene Comune è di non facile perseguimento tant’è che i Politici sono molto pochi, i politicanti un numero sorprendente, e questo al di là della ottocentesca divisione tra destre, sinistre, centri, sopra, sotto o in diagonale!
I politicanti sono accomunati dalla caratteristica di essere dei pubblicitari delle emozioni e degli slogan.
Dato che come Valorista non amo la polemica, ma apprezzo molto la critica, dal prossimo articolo metterò in chiaro le proposte di soluzioni, che seguono le critiche ed evitano che divengano sterile polemica.

A presto,
Oliviero Bianchi

ATTIVITÀ DI PARTITO E POLITICA

Oggi vorrei richiamare la vostra attenzione su un commento che si ripresenta sempre uguale nella sostanza, dopo ogni tornata elettorale.
Poco importa che si tratti di elezioni legislative, amministrative o di referendum abrogativi.
Lo spunto è dato dalle recenti elezioni amministrative in molti comuni italiani e contemporaneo referendum abrogativo di alcune leggi, in vari ambiti della vita dei cittadini.
Non propongo una riflessione tecnica sulle percentuali per capire quale partito, attraverso il suo candidato sindaco, abbia vinto; o sulle percentuali dei votanti nei referendum, se è stato un “flop” o meno e, quindi, quale partito è uscito vincitore dai referendum.
Ormai questo paradosso dei partiti vincenti nelle amministrative, o nei referendum, è divenuto normalità politica.
Torniamo al “commento”, del quale parlavamo in apertura di riflessione, effettuato dagli attivisti di partito, dai pochissimi politici presenti sulla scena politica, dai giornalisti e da tutti i commentatori a vario titolo.
Tale commento genera e alimenta una confusione lessicale e concettuale, che non si riesce sempre a determinare se è generata in buona o cattiva fede; nel secondo caso sarebbe gravissimo.
Di cosa stiamo parlando? Tornate con la memoria a un dopo elezioni qualunque degli ultimi venti anni e sentirete nelle orecchie “la gente è stanca della politica”, o “aumenta la disaffezione per la politica”.
E no, basta, con il considerare, da parte di tutti i partiti e di tutte le ideologie che li hanno partoriti,
i cittadini dei disabili politici! BASTA!
Le persone, i cittadini sono stanchi dei partiti, del loro modo di fare politica, non della Politica.
La Politica, lo ho sottolineato più volte, nasce con la Società umana e ne favorisce lo sviluppo da millenni; i partiti sono nati da due secoli e hanno svolto una notevole funzione sociale, poi si sono esauriti, ma i loro gestori hanno voluto che contaminassero le Istituzioni divenendone la loro essenza.
Oggi siamo al paradosso, come se in una zona che era luogo ameno, una fabbrica degenera e inquina l’aria: arriva qualcuno che dice “i cittadini sono stanchi dell’aria”; a buon intenditor ….!
Torniamo ancora al dopo elezioni.
Giornali, televisioni e via elencando, riportano solo immagini di politici trionfanti a vario titolo, con pseudo motivazioni politiche.
Ma voi conoscete un cittadino, uno solo, che abbia motivo di essere euforico?
Dimenticavo di escludere gli addetti ai partiti, i loro amici e conoscenti, e coloro che hanno la coscienza prigioniera delle ideologie e non ne sono consapevoli.
Cercherò di portare un piccolo contributo con una riflessione, la settimana prossima, di approfondimento sull’attività di partito e la Politica.
A presto.

Oliviero Bianchi

PERSONA

Chi mi conosce e mi segue sa che ogni argomento, affrontato in queste serie di video, prende spunto dal mio libro “Il Manifesto dei Valoristi, dai suoi contenuti.
Oggi propongo una riflessione su uno dei Valori imprescindibili che tale libro indica; sto parlando del concetto di Persona, che potrebbe migliorare enormemente la qualità della nostra vita, se correttamente vissuto.
La Persona è la più alta sintesi tra corpo e anima e designa ogni individuo, fin dalla nascita, come portatore di dignità e libertà: a prescindere da ogni distinzione di sesso, etnia, età, nazionalità, religione, colore della pelle e via elencando.
Se questa idea fosse profondamente radicata dentro di noi, non solo percepita intellettualmente, avremmo la possibilità di giudicare ogni individuo per le sue azioni, non per le sue caratteristiche appena elencate: le persone sarebbero condannate per i loro comportamenti colpevoli o premiate per quelli virtuosi.
A prescindere se sono uomini o donne, anziani o ragazzi, bianchi o neri, a qualunque religione appartengono, o scelta sessuale effettuino.
Sarebbe una rivoluzione culturale, che ci farebbe superare d’un balzo ogni forma di razzismo etnico, culturale, anagrafico, di genere, di sessualità, di specie e qualunque altra raffinata e diabolica invenzione umana possa trasformare la naturale differenza in inferiorità!
Tutti gli esseri umani, affronterebbero la vita con gli stessi diritti e relativi doveri e consapevoli delle responsabilità che ne derivano per ognuno nei confronti di tutti.
È un miglioramento non facile da conseguire, ma necessario per consegnare alle nuove generazioni un mondo migliore, non solo una Società ricca di “effetti speciali”!

Oliviero Bianchi

SOGNI E ILLUSIONI

La settimana scorsa, parlando dell’Europa, ci siamo impegnati ad affrontare una riflessione sull’inciso riguardante sogni ed illusioni.
Manteniamo subito la promessa, con una sintetica riflessione.
Vediamo il significato dei due termini.
Il sogno è la capacità di immaginare migliore un qualsiasi aspetto della nostra vita.
In ogni ambito: politico, culturale, scientifico, economico e via dicendo.
Il sognatore è colui che non si spaventa delle difficoltà e riesce a progettare tempi e modi per ottenere questo miglioramento.
L’illusione è solo il desiderio di avere dei cambiamenti, senza avere la capacità di tracciare il percorso da fare.
Tornando per un istante alla settimana scorsa e al ragionamento sull’Europa, possiamo utilizzare quest’ultima per un esempio: l’Europa, patria delle patrie, desiderata e progettata da grandi sognatori è un sogno realizzabile; l’Europa, condominio delle nazioni, è l’attuale illusione che ci fa vedere l’unità europea di popoli, dove abbiamo inaugurato un ipermercato delle merci!
Risulta evidente la differenza tra i sogni e le illusioni, sono in antitesi.
Oggi molti si offendono se gli si dà dei sognatori: personalmente sarei imbarazzato e dovrei dire che non mi sento all’altezza di essere un sognatore.
Cito solo alcuni “sognatori”: Michelangelo, Dante, Leonardo, Einstein; se proverete a proseguire l’elenco, farete riflessioni illuminanti.
Oggi si tenta di far passare i due termini per sinonimi, ma questo tentativo fa emergere la vastissima categoria umana che rende tutti i miglioramenti difficilissimi.
Sto parlando dei “rassegnati”, coloro che non fanno riferimento ai valori universali per progettare, ma sono posseduti dai valori commerciali.
Si mimetizzano dietro concetti fumosi e si definiscono “pragmatici”, “pessimisti”,” realisti” e via dicendo, pur di giustificare la loro arrendevolezza alle opportunità, la loro rinuncia all’impegno per realizzare una Società migliore.
Terminerei questa breve digressione con il titolo di un capitolo del mio “Manifesto dei Valoristi:
“Sognare è vivere”!

Oliviero Bianchi

EUROPA

EUROPA

Vorrei parlare dell’Europa, di quell’immagine opaca e indefinita che ne emerge in presenza del dramma della guerra in Ucraina.
Un Europa divisa, immaginaria e concretamente presuntuosa.
Uno dei pretesti per l’invasione russa è stato il possibile ingresso dell’Ucraina in Europa e la sua adesione alla NATO.
Questo organismo nasce dall’alleanza, a scopo di sola difesa, tra Stati Uniti, Europa e altri Paesi.
In questo passaggio si evidenzia la farsa dell’Europa, come entità storica: essa è solo un espressione geografica naturale, trasformatasi in mercato comune ( e solo per una parte), senza reale riscontro politico.
Solo una parte dei Paesi facenti parte, geograficamente e culturalmente, del nostro Continente hanno aderito alla NATO; abbiamo nazioni facenti parte di tale Alleanza e dell’Europa, ma in maniera separata è distinta.
Cosa emerge da questa constatazione? Che l’Europa è presente nei desideri di alcuni ed esistente solo nella descrizione che “l’immaginario collettivo” ne fa!
D’altro canto l’Istituzione europea, così mi riesce naturale definirla, è legata ad un Atto Costitutivo, non ad una Costituzione.
L’atto costitutivo lo abbiamo alla nascita di una società commerciale, sportiva, a tutte le associazioni e via dicendo; e la Costituzione? Quella Carta Fondante, in cui si riconoscono tutti i cittadini di una Nazione e che custodisce i Valori irrinunciabili per la collettività, che diviene “unica”, storicamente, politicamente, socialmente e culturalmente, dov’è?
Questa è l’Europa delle nazioni, dov’è ognuna di esse si preoccupa di fare o non fare qualcosa in funzione dei vantaggi che può riceverne o degli svantaggi che può arrecare con piacere alle altre nazioni.
La considerazione sorge spontanea: questa alleanza delle nazioni europee è più simile ad un ipermercato, dove ci si unisce solo fino a che ne trae vantaggio il fatturato, che ad una Patria delle Patrie, dove ogni cittadino è orgoglioso della propria storia e felice di costruire un sogno in comune!
Nella differenza che ho appena delineato non vi è nulla di illecito, ma solo di falso nei confronti delle nuove generazioni e di noi stessi.
Quando si fa qualcosa e si sostiene di farne un’altra o siamo in presenza di un bugiardo accanito o di una dissociazione patologica comportamentale.
In definitiva dovremmo ripartire da una considerazione realistica: con l’Atto Costitutivo dell’Europa non abbiamo stabilito una data di nascita storica, ma quella dell’inaugurazione di un grande centro commerciale!

Oliviero Bianchi

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